Tra i 30 big della 75esima edizione del Festival della canzone italiana c’è anche Simone Cristicchi, in gara all’Ariston per la sesta volta.

“Sono felice di tornare a Sanremo con una canzone molto speciale. La tenevo nel cassetto da cinque anni, aspettavo di poterla far brillare. Uso l’arte per curare l’anima”.
Così Simone Cristicchi, ospite nei giorni scordi a Storie Italiane su Rai1. “Non era trapelato niente. Io mi trovavo fuori da un ristorante a La Spezia, attendevo di sapere ed è successo così all’improvviso”, ha spiegato il cantautore toscano, uno dei 30 Big in gara scelti da Carlo Conti.
Per Simone Cristicchi questa sarà la sesta volta in gara al Festival della canzone italiana.
Il debutto è avvenuto nel 2006 tra i giovani (2°), quindi la vittoria tra i big nel 2007 con Ti regalerò una rosa, la partecipazioni del 2010 con Meno male, nel 2013 con la doppia canzone voluta da Fazio e infine nel 2019 con Abbi cura di me.
“Abbiamo festeggiato immediatamente – ha raccontato Cristicchi – e stappato una bottiglia. È stata una grande emozione, non solo il fatto di essere a Sanremo ma esserci con una canzone molto speciale che tenevo nel cassetto da cinque anni e aspettavo questo momento per poterla far brillare sul palco più importante che abbiamo”.
Rivedendo le immagini della sua vittoria al Festival di Sanremo nel 2007, ha rivelato: “Provo un certo imbarazzo a vedere com’ero qualche anno fa, sono cambiato. O meglio, è cambiata la ricerca dentro di me. Prima ero attratto e attento a quello che accadeva al di fuori, il successo è diventato un po’ secondario, non lo rinnego ma è stato un seme che mi ha permesso di avventurarmi in altri ambienti, come quello teatrale. Mi differenzia dal Simone di allora lo sguardo un po’ più profondo sull’aspetto invisibile delle nostre vite”.
“Avevo 10 anni, la reazione istantanea alla perdita di mio papà è stata una grande rabbia che potevo sfogare in maniera violenta intorno a me”, ha raccontato Simone Cristicchi ricordando il grave lutto avuto da bambino, “quando ho capito questo mi sono rinchiuso per non fare del male agli altri, ho cominciato a disegnare in maniera compulsiva un mondo perfetto su questi fogli bianchi, un mondo colorato dove niente di brutto poteva succedermi”.
“Attraverso il disegno la poesia e la scrittura – ha concluso Cristicchi – ho cercato di trasformare quella rabbia il dolore, quella ferita in qualcosa di bello e così nasce Simone artista. Non ho mai smesso di utilizzare l’arte e la creatività per curare la mia anima e provare a fare lo stesso anche con l’anima degli altri”